Clair obscur: expedition 33

15 Gen , 2026 - Videogiochi

SVILUPPO: Sandfall Interactive

GENERE: RPG alla giapponese

RILASCIO: 24 aprile 2025

GIOCABILE SU: PS5, Xbox Serie X/S, PC

GIUDIZIO: 4,5 / 5

Immaginate un quadro bellissimo, un’opera che a prima vista infonde piacere e pace nel vostro animo, e che, però, ad un’analisi più approfondita, cela una storia dolorosa o inquietante. Immaginate poi un secondo dipinto, uno che mostra palesemente una scena ricca di dolore ma che, dopo il turbamento iniziale, suscita una fascinazione tale da non riuscire a distogliere lo sguardo. Ebbene, Clair Obscur: Expedition 33 è proprio questo: bellezza e dolore miscelate insieme, un dipinto sfumato. Bello e terribile come una sirena, grottesco e divertente come può esserlo una maschera; un gioco per cui inventare parole nuove sarebbe necessario.

Non è mia intenzione snocciolare una serie di dettagli sulle sue caratteristiche tecniche: basti dire che si tratta di un gioco di ruolo con combattimento a turni in cui fondamentale si rivela la strategizzazione delle abilità d’attacco e di quelle passive di ciascun personaggio. Nonostante non ci sia molto per cui lo si possa considerare un gioco d’avanguardia, questi aspetti risultano comunque molto ben riusciti, tanto che lo scorso dicembre Expedition 33 ha surclassato ogni altro rivale aggiudicandosi una spropositata quantità di premi, tra cui il Game of the Year. Tra acclamazioni e critiche, Clair Obscur: Expedition 33 è ancora sulla bocca di tutti, e a mio parere si tratta di un gioco che tutti dovrebbero conoscere, anche solo per l’impatto emotivo che è capace di offrire. Questo è ciò su cui vorrei concentrarmi in queste poche righe.

Due parole sulla premessa iniziale del gioco. Nel mondo di Expedition 33, una volta all’anno un’entità divina nota come la Pittrice dipinge un numero sul suo mastodontico monolito, cancellando ogni persona con età corrispondente o superiore a quel numero. Il Gommage (così lo chiamano i cittadini) si ripete puntuale e funesto come una festa nera fino a quando il genere umano non sarà estinto. La fine pare ineluttabile, ma c’è qualcuno che lotta per evitarla: sono gli Esploratori, un gruppo di intrepidi che dedica l’ultimo anno a loro concesso addentrandosi nel pericolosissimo Continente per sconfiggere la Pittrice e interrompere questo ciclo di dolore senza senso. Quest’anno è la volta della Spedizione 33.

Sandfall Interactive, il team francese che ha sviluppato il gioco, è riuscito non solo a intrattenere i giocatori, ma soprattutto a farli emozionare grazie a tre importantissime “armi”: trama, scrittura, musica.

Dubito che la premessa non basti ad accendere la curiosità in chiunque, ma nulla in confronto a ciò che si prova proseguendo nel gioco. Quanto alla storia, infatti, per i suoi risvolti e colpi di scena, basterebbe lei sola per considerare il gioco un’esperienza da provare. Qual è la natura della Pittrice? Perché priva gli umani del loro futuro? Qual è l’origine della Frattura, il fenomeno che ha devastato il mondo di Expedition 33? Quali segreti cela il Continente? Il giocatore, come gli Esploratori, brama una risposta a queste domande. La sete di sapere è un bisogno implacabile che attanaglia chi gioca e lo spinge ad andare avanti, ad arrovellarsi per comprendere la natura di questo mondo surreale e criptico. Alla fine, dopo innumerevoli peripezie e svolte inaspettate, la verità arriva inaspettata e devastante come un terremoto, uno strappo nel cielo di carta.

Se la trama fosse il primo piano di un dipinto, la scrittura sarebbe rappresentata da tutto ciò che si può notare nei dettagli. Dagli elementi più piccoli come le bizzarrie che punteggiano questo strano mondo, a quelle più visibili come la caratterizzazione dei personaggi: impeccabile, verosimile, approfondita e diversificata per ciascuno di essi. Per non parlare poi delle interazioni tra gli stessi e della naturalezza con cui esprimono i sentimenti che finisce – se non per contagiare – quanto meno per toccare nel profondo il giocatore. Come non farsi sfuggire una risata per le stramberie dei Gestral o la bambinesca giocondità di Esquie? Come non sentire nelle proprie membra il dolore dei componenti della Spedizione 33, la loro rabbia, paura, determinazione, e tutta una gamma di emozioni sfumate? Come non sentire quel nodo alla gola negli ultimi toccanti istanti del prologo, “che infinite lacrime addusse ai giocatori”?

Infine, le musiche, frutto della passione infuocata dei talentuosi compositori. Dalle melodie ambientali a quelle che adornano le cutscene nei momenti cruciali: tutto risulta coerente con il contesto e sono di una piacevolezza disarmante. Difficile credere che esista qualcuno in grado di resistere all’ammaliante effetto delle opere dei compositori. In quanti non hanno sentito il sorgere impetuoso del formicolio che, simile a un geyser, dalla spina dorsale si diffonde rapido a tutto il corpo? In quanti non si sono mai risvegliati dall’ipnosi quotidiana sorprendendosi a canticchiare quel “Dìm dìm dàm dada dìm dìm dàm dada dìm da didàm”? In quanti sono stati incapaci di proseguire nel gioco “rapiti” dalle note di una di queste tracce, per poi rendersi conto di soprassalto di essere nel bel mezzo di una battaglia? A mio parere, solo quelli che non hanno ancora provato il gioco. Per quanto mi riguarda, capolavori come la dolce e ritmata “Lumière” e l’epica quanto struggente “Une vie à t’aimer” vivono ormai stabilmente nel mio cuore.

Dire altro sarebbe rivelare troppo, e secondo me Clair Obscur: Expedition 33 è uno di quei giochi che va goduto evitando qualsiasi spoiler. Posso solo dire che le reazioni emotive sono un tema ricorrente e credo che gli sviluppatori abbiano voluto mostrare non solo come esse possano avere un impatto sulle vite di tutti, ma come tale impatto sia determinato dal diverso modo in cui vengono rielaborate dai singoli individui. Tutti siamo suscettibili a gioia e dolore, ma non tutti reagiscono allo stesso modo; non è l’evento che determina la persona, piuttosto l’impressione che ha su di essa.

Se non si fosse capito, tutto questo è un caldo invito a entrare nel mondo di Clair Obscur: Expedition 33.

Se lo aveste capito e non foste convinti, potete non fidarvi delle mie parole, ma almeno date credito a chi lo ha premiato.

E se ancora non fosse abbastanza, sappiate che questo gioco ha contribuito a smussare nel mondo intero l’odio collettivo verso i francesi.

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