
Titolo: Tre ciotole
Genere: Drammatico
Data di uscita: 9 ottobre 2025
Regia: Enrico Audendino e Isabel Coixet
Voto: ★★★★★
Sono passati due anni ormai dal mio primo articolo per il Salotto dei Morti. Mi sono detta «deve trattare di un argomento veramente speciale» perché un inizio, così come un addio, è un momento che lascia un segno indelebile.
Così, dopo giornate su giornate passate a riflettere, la scelta è avvenuta in un modo totalmente casuale: apro i social, convinta che avrei procrastinato ancora e noto la copertina di Tre Ciotole, il nuovo romanzo di Michela Murgia. Non mi piace definirlo l’ultimo lavoro dell’autrice, perché se sfogliate le sue pagine vi accorgete che dentro c’è nascosta tanta di quella voglia di vivere che non avete idea!
Bene, dopo due giri della terra intorno al Sole, ne ritorniamo a parlare ma in vesti cinematografiche. Grazie all’incredibile lavoro dei registi Enrico Audendino e Isabel Coxiet, il libro si è trasformato in un film disponibile nei grandi schermi a partire dal 9 ottobre 2025. La trama è rimasta fedele e coerente, con una novità non indifferente: i vari racconti che compongono il romanzo sono stati uniti in un’unica storia. I personaggi che incontriamo dall’inizio ci accompagneranno fino all’ultimo istante della pellicola e li osserveremo affrontare dinamiche strettamente collegate tra loro, le stesse che sulla carta troviamo invece frammentate. Secondo voi sarà stato all’altezza delle mie aspettative?
Parto subito col dire che il romanzo da cui il film è stato tratto mi è piaciuto molto, di conseguenza sono arrivata nella sala del cinema con uno spirito critico piuttosto affinato. Sapevo già chi fossero gli attori che componevano il cast, in particolare i protagonisti Elio Germano e Alba Rohrwacher. Entrambi mi hanno già colpito in passato per le loro brillanti interpretazioni, per cui non avevo dubbi che anche in quest’ultima performance non ne sarei rimasta delusa. E, come volevasi dimostrare, così è stato. I due personaggi vivono una storia d’amore intensa, per poi vederla distrutta e trasformata in un cumulo di macerie. Di tutto il tempo speso insieme restano solo i ricordi, frammenti di una felicità che ormai sembra essere lontana.
Tre Ciotole però non è solo un racconto amoroso finito male: è saper affrontare la solitudine di una casa vuota, con escamotage tragicomici; è prendere le redini della propria vita e immergersi in essa anche quando tutto sembra andare a rotoli; è godersi ogni istante speso su questa terra senza trascurarne più nessuno; è guardare in faccia il destino e accettare che non si può comandare. Il tema trattato è triste, senza ombra di dubbio, e pesa sul cuore come un macigno, ma porta in sé un senso di rinascita, di scoperta e di vitalità coinvolgente. Anche il titolo suggerisce l’idea che il recupero della consapevolezza non richiede per forza azioni stratosferiche, ma bastano semplicemente dei piccoli gesti quotidiani.
Un film che tocca corde intime, con delle colonne sonore intense e azzeccate e che, all’uscita dalla sala, lascia spazio soltanto alla riflessione e al silenzio.
Per concludere in bellezza: consiglierei Tre Ciotole al pubblico? La risposta penso l’abbiate già intuita, per cui non resta che andare a recuperarlo e lasciarvi trasportare da questa ondata di emozioni. È un film poco adatto invece per chi non ama le storie lente, fatte di silenzi e parole sottintese.
Ah dimenticavo… da seguire fino all’ultimo titolo di coda, mi raccomando!

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