
AUTORE: Francesco Dei
TITOLO: Storia dei samurai. Cronache dal periodo degli Stati combattenti
GENERE: Saggio storico
CASA EDITRICE: Odoya
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2018
PAGINE: 366
CODICE ISBN: 978-88-6288-485-3
GIUDIZIO: ★ ★ ★ ★ ★
A chi si intende anche solo un poco di storia, sarà sicuramente capitato, per un motivo o per un altro, di aver sentito parlare prima o poi di “Giappone feudale”. Essendo io ormai un malinconico vegliardo, alla mia veneranda età di ventotto anni, non posso affermare con sicurezza se gli attuali manuali scolastici di storia abbiano dedicato – nonostante il loro intramontabile eurocentrismo – anche solo un piccolo paragrafo o una misera nota a piè di pagina a questo interessante periodo di storia nipponica. Il mio intuito mi suggerisce di no, eppure una soluzione, nella remota eventualità che qualcuno sentisse una gravissima lacuna nella sua formazione storica, c’è…e si tratta proprio di un saggio storico, guarda un po’ il caso.
Sto parlando del notevole lavoro di Francesco Dei, intitolato Storia dei Samurai. Cronache dal periodo degli Stati combattenti.
Da completo neofita, mi sono approcciato all’opera di Dei come un apprendista si affiderebbe a un anziano e saggio sensei.
Ho ottenuto più conoscenze di quante, lo ammetto, mi aspettassi di acquisire inizialmente, sempre nella speranza che questa mia corta memoria sedimenti anche solo pochi dati di tutto ciò che ha accumulato.
L’autore concentra la sua attenzione sul cosiddetto “periodo degli Stati in guerra” (Sengoku jidai), che va dalla fine del XV secolo all’inizio del XVII, aggiungendo, per la grazia di noi lettori, anche una doverosa premessa sugli accadimenti precedenti a tale periodo, così da poterne capire meglio le dinamiche politiche e militari.
E, credetemi, queste ultime sono tante, ma davvero tante, tuttavia se l’intenzione è quella di averne una semplice “infarinatura”, senza tante pretese, come lo è stata per me, allora tuffatevi comunque in questo viaggio appassionante, perché non ve ne pentirete. Al massimo, se volete, armatevi di matita ed evidenziatore, alla faccia dei “puristi della carta intoccabile”, anche perché, sotto inteso, volendo potreste anche decidere (beati voi temerari) di iniziare un vero e proprio studio partendo da questo stesso testo.
Il lavoro di Dei, infatti, è dettagliatissimo (almeno per chi non conosce nulla sull’argomento) e oltretutto è arricchito da numerose mappe che descrivono sia la situazione generale del Giappone in un determinato periodo, che il luogo e la disposizione specifica di truppe e armate in battaglie di particolare importanza.
I nomi dei “protagonisti” sono innumerevoli e tutti, per noi poveri barbari occidentali almeno, maledettamente simili fra loro, ma comunque i più importanti sono tre, come ci tiene a sottolineare anche l’autore: Oda Nobunaga, Toyotomi Hideyoshi e Tokugawa Ieyasu. Questi tre daimyō (così, in parole povere, si definiva un grande signore feudale), contribuirono, attraverso sanguinose battaglie, alleanze non sempre affidabilissime e intelligenti stratagemmi a portare il Giappone alla sua unificazione nazionale. Le imprese di questi tre uomini e dei loro alleati corrono fra le pagine in un miscuglio perfetto fra leggenda e realtà, sempre e comunque con l’accortezza da parte dell’autore di specificare quando certi fatti sono supportati da fonti più o meno attendibili oppure se basati solo su dicerie e/o miti.
Il vero protagonista di questa disamina rimane comunque il samurai (dal verbo saburau, ovvero “servire”) guerriero appartenente (dal X secolo in poi) a una vera e propria casta: il buke, i cui componenti erano i bushi, per l’appunto “i guerrieri”.
Inutile dire quanto, per una serie di motivi diversi, tale figura mantiene ancora oggi il suo fascino: dall’etica basata sull’onore, alla raffinatezza di certi gesti e comportamenti, dalla temibile brutalità in battaglia, alla delicatezza dei loro versi prima di commettere, per evitare il disonore, il famoso seppuku, ovvero il suicidio rituale.
Quando, ad esempio, il grande daimyō Toyotomi Hideyoshi capisce di essere sul punto di morte, riesce a scrivere questa sua ultima poesia:
«Ahimè! Cado come la rugiada,
Svanisco come la rugiada.
Persino la rocca di Ōsaka
É solo un sogno dentro al sogno».
Non aggiungo altro, per lasciare al lettore, come direbbe un famoso divulgatore, “il piacere di una gran, bella scoperta”.
Basti sapere che il lavoro di Francesco Dei non solo è illuminante e appassionante, ma conferma la convinzione di un altro grande divulgatore (di cui tutti noi siamo vassalli, per rimanere in tema) che la storia può essere davvero divertente!

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