La vita dei grandi

7 Ago , 2025 - Film

Titolo: La vita da grandi

Regia: Greta Scarano

Data di pubblicazione: 3 aprile 2025

Genere: Commedia

Durata: 96 min

Voto: ★ ★ ★ ☆ ☆

Che cosa è davvero l’autismo? È un termine che ormai siamo abituati a sentire un po’ ovunque, grazie alla maggiore rilevanza che gli è stata data negli ultimi anni rispetto al passato. Ma ci siamo mai davvero immedesimati nei panni di chi convive ogni giorno con questa condizione? Per fortuna, laddove i nostri dubbi sembrano non avere una soluzione, ecco che il meraviglioso mondo del cinema fornisce delle ipotetiche risposte.

 La vita da grandi è un film ispirato alla biografia di Damiano e Margherita Tercon, due fratelli che hanno scelto di raccontare in chiave ironica la sindrome di Asperger, un disturbo del neurosviluppo associato all’autismo ad alto funzionamento. Nei loro sketch si divertono a sfatare alcuni luoghi comuni a riguardo, arrivando a conquistare l’affetto e la stima del pubblico. Li avrete sicuramente visti esibirsi in programmi come Tu si que vales e Italia’s got talent! Questa pellicola racconta la vicenda di una ragazza, Irene (interpretata dalla bravissima Matilda De Angelis) che, seppur giovane, ha già davanti a sé un preciso progetto di vita. Vive a Roma, ha un buon lavoro e desidera comprare una casa da condividere con il proprio fidanzato. Quando i genitori partono per un controllo medico, è costretta a tornare nella sua città natale, Rimini, per badare al fratello maggiore autistico, Omar. Quest’ultimo, cresciuto in una campana di vetro, vorrebbe essere indipendente proprio come un adulto. Invoca così l’aiuto di Irene, la quale attraverso questa esperienza scopre dei lati di se stessa che non sapeva di avere. 

Quando ho scelto di guardare questo film ammetto che non avevo grandi aspettative, perché non rientra esattamente nel mio genere (eh sì, se non percepisco una vena drammatica non mi sento a casa)! Era un’uggiosa domenica di agosto con le sembianze di novembre, trascorsa in parte a scrollare la pagina iniziale di Netflix. Cosa fare se non prendere coraggio e scegliere davvero qualcosa da vedere? Alla fine, l’ardua decisione è ricaduta su La vita da grandi e ora non mi resta che condividere le mie considerazioni con voi.

Trovo che questo film sia stato ben realizzato per una serie di motivi: il primo è che rappresenta uno spaccato di vita quotidiana all’interno di un nucleo familiare. Insieme si ride, si piange, si perde la pazienza e ci si sente profondamente soli. Non c’è la rappresentazione di una famiglia perfetta, anzi, le discussioni tra i componenti sono frequenti e soprattutto realistiche. Basta alle scene patinate intrise di una felicità surreale! In secondo luogo, l’autismo non viene spiegato a parole ma è raccontato attraverso i modi di fare del protagonista. Partendo dalle abitudini un po’ insolite e dal linguaggio che usa, fino ad arrivare alle sue grandi doti che suscitano stupore nelle persone. Perché sì, c’è ancora chi ritiene che autismo e incapacità siano sinonimi, ma con un briciolo di informazione si può fuggire da questa credenza dettata dall’ignoranza. Ultimo aspetto, ma non per importanza, è che La vita da grandi è ispirato a fatti realmente accaduti, ciò conferisce alle scene una maggiore credibilità. Trovo che il film sia adatto per una visione nelle scuole, perché il connubio tra il lato goliardico tipico della commedia e il tono più serio su alcune scene potrebbe aiutare a sensibilizzare i ragazzi sulla complessità del comportamento umano. 

Ciò che invece non mi ha fatto impazzire è stata l’atteggiamento di Irene, la seconda protagonista del film. L’ho trovata un po’ impostata e rigida, anche nei momenti in cui doveva sciogliersi appariva parecchio trattenuta. In ogni scena in cui avrebbe potuto essere felicissima o -al contrario- tristissima metteva un freno inibitore alle sue emozioni. Molto probabilmente è stata una scelta voluta attribuire a questo personaggio un atteggiamento freddo, quindi nulla togliere all’interprete che si cela dietro il personaggio, che è davvero in gamba! Raccontare la vita di due persone in film di un’ora e mezza non è un’impresa facile, per questo la narrazione va molto veloce e alcune parti vengono ridotte (forse un po’ troppo) all’osso per arrivare al dunque. Tuttavia, si ha una visione chiara della storia senza intoppi o fraintendimenti! La trama è semplice e lineare, aspetto che rende questo film adatto anche ad una serata tranquilla in cui ci si vuole rilassare senza prendersi troppo sul serio.

Arriviamo alla fatidica domanda: consiglierei la visione de La vita da grandi al pubblico? La mia risposta è sì, anche se non rientra a pieno nei miei gusti cinematografici. Questo perché è oggettivamente un film ben realizzato, spiritoso e soprattutto veicola un tema importante. 

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