Gotico salentino – Marina Pierri

14 Ago , 2025 - Libri

TITOLO: Gotico salentino

AUTORE: Marina Pierri

GENERE: narrativa

EDITORE: Einaudi

DATA DI PUBBLICAZIONE: 2025

PAGINE: 240

CODICE ISBN: 9788806267407

GIUDIZIO: ★★★★☆

Gotico salentino è il nuovo romanzo di Marina Pierri, edito Einaudi.

Filomena Quarta è una giornalista che, dopo il matrimonio finito male e la recente morte del padre, si ritrova a dover tornare nel minuscolo paesino di provenienza, Palude del Salento, per occuparsi della Dimora Quarta, con l’idea di farne un b&b.

Nel paesino ritrova due amici, che per un motivo o per l’altro si trasferiranno momentaneamente nella Dimora Quarta anche loro. Parliamo di Alba, omosessuale affettuosa e irriverente, e di Antonio, in fuga dallo stereotipo di maschio alpha e catapultato nel mondo della vermicoltura. Filomena ha anche lei una peculiarità: nel paesino è infatti conosciuta come la stria ca ite li muerti (la bambina che vede i morti) a seguito della visione di una suora fantasma avuta a sei anni durante una festa di famiglia, proprio nella Dimora Quarta.

E la suora fantasma non aspetterà molto prima di far risentire la sua presenza; la Dimora Quarta diventa quindi presto una casa infestata in piena regola, e il romanzo trasuda di riferimenti a Hill House. A differenza di quest’ultima, però, la Dimora Quarta non è un posto così ostile, e la convivenza tra umani e fantasmi risulta possibile a dispetto dell’atmosfera gotica e perturbante ricreata magistralmente all’inizio del romanzo.

Fatti i conti con il suo potere, Filomena decide di evocare il fantasma della persona su cui sta scrivendo un libro: Mary Shelley, un fantasma allegro e piacevole (e amante dei gattini) ben lieto di aiutare Filomena e scrivere pagine e pagine su di sé e di aggiungersi al gruppo, che si completa soltanto quando arriverà anche il fantasma di Shirley Jackson.

Tuttavia, c’è il fantasma suora, Orlando Trispèt, da aiutare, e il libro diventa presto un’indagine a metà tra il reale e il mistico.

Ciò che colpisce è senza dubbio la trama, che è di per sé una storia che non si dimentica facilmente; i personaggi sono ben delineati e mai banali, e comunicano tra loro in modo più che realistico, donando al libro un’aura di verosimiglianza.

Il tutto, poi, altro non è che uno scambio (a senso unico) epistolare dove Filomena racconta gli accadimenti del giorno alla sua psicologa. Lo fa usando una lingua ricercata, piena di parole desuete, ma sempre chiara, rendendo la lettura un grande piacere, soprattutto nella prima parte.

Per concludere, è un romanzo che consiglio a chiunque abbia voglia di evadere dalla propria vita per 240 pagine ed è pronto a tuffarsi in un mondo dove l’idea di “vivo” e di “morto” non sono tanto separate come siamo abituati a pensare.

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