
AUTORE: Andrea Bajani
TITOLO: L’anniversario
GENERE: drammatico, introspettivo
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2025
PAGINE: 128
CODICE ISBN: 978-8807036422
GIUDIZIO: ★★★★☆
L’anniversario, vincitore del Premio Strega 2025, è stato molto al centro dei riflettori negli ultimi.
Parliamo dell’ultimo libro di Andrea Bajani, scrittore cinquantenne che vive a metà tra Torino e Parigi, cosa che si riflette poi anche nel romanzo in oggetto, ma anche in buona parte della sua opera. Il concetto di “casa”, un rifugio cui ambire e al tempo stesso da cui scappare, insieme a un rapporto di amore-odio con le figure genitoriali sono infatti temi centrali nei suoi scritti.
Arrivando ai dettagli del libro, L’anniversario esce nel gennaio 2025 per Feltrinelli e conta appena 128 pagine, pesanti però come un macigno. Si entra nel vivo già con la quarta di copertina:
Dieci anni fa, quel giorno, ho visto i miei genitori per l’ultima volta. Da allora ho cambiato numero di telefono, casa, continente, ho tirato su un muro inspiegabile, ho messo un oceano di mezzo. Sono stati i dieci anni migliori della mia vita.
Bam.
Cosa porta un figlio a voler chiudere di netto con i genitori? E soprattutto, chi sono questi genitori, dei mostri? Cosa hanno fatto di tanto imperdonabile?
A raccontare è il figlio ormai lontano, ma i veri protagonisti sono il padre, aggressivo e dittatoriale, e soprattutto la madre, con i suoi silenzi e la sua mansuetudine. È la storia di una sensazione di ansia e di oppressione crescente, di abbracci mancati e di rinunce, e soprattutto di silenzi.
Eppure adesso, riguardando tutto con il dispositivo pensante del romanzo, c’è un elemento che si impone. Che in ogni scena – mio padre che colpisce il figlio a mani nude o lo spinge contro il muro pronto a farlo – mia madre non compare. O meglio, in ogni scena mia madre guarda altrove. Più che il corpo di mio padre che sovrasta, è quello di lei che si sottrae. Quel sottrarsi, per timidezza o per timore, è quello che mi resta.
Ecco, non è un libro che si legge a cuor leggero, e le pagine su pagine passate a parlare di assenze e silenzi, in alcuni momenti hanno oppresso anche me, come un amico che si dilunga troppo – davvero troppo – nel raccontare i dettagli dei suoi seppur interessantissimi drammi famigliari. Molto presente anche il tema uomo-donna, con una donna che si rimette costantemente al volere del marito, anche a costo di perdere la propria vita, anche a costo di perdere un figlio pur di non disturbare lo status quo; e allo stesso tempo un uomo che lo status quo lo crea e lo scombina a suo piacimento, da bravo patriarca che non ha mai sentito parlare di empatia.
È un libro che consiglierei a tutti? No, ma sono sicura che sarebbe perfetto per chi si ritrova a vivere un conflitto genitoriale importante o una vita fatta di silenzi.

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